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Obbligazioni, i migliori titoli di stato in base ai paesi

Obbligazioni, i migliori titoli di stato in base ai paesi

Il BlackRock Sovereign Risk Index aiuta a valutare i vari titoli di stato. Oggi vorremmo discutere di alcuni notevoli cambiamenti nella classifica recentemente dell’indice, per darvi modo di visionare quali sono i migliori e i peggiori paesi dove investire in titoli di Stato. Dal punto di vista globale la situazione è migliorata dopo il Brexit, anche se permangono elevati rischi geopolitici e una politica monetaria volatile. Ciò non significa, tuttavia, che tutti i titoli di Stato si muovono allo stesso modo.

Il BlackRock Sovereign Risk Index (BSRI), tiene traccia del rischio di credito sovrano in 50 paesi sulla base di 30 misure che seguono i dati finanziari, indagini e approfondimenti politici. Il punteggio di ciascun paese classifica sulla base di quattro fattori: Fiscal Space (40%), la disponibilità a pagare (30%), External Finance Position (20%) e salute del settore finanziario (10%).

I migliori e i peggiori

La Cina ha registrato il più grande declino in classifica scendendo al 32° posto e all’ultimo come salute del settore finanziario. Questo è stato in gran parte il risultato più sorprendente dell’indice. Il punteggio della salute del settore finanziario cinese è sceso molto seppur in un contesto di rapida crescita del credito.

La Norvegia ha avuto un ruolo importante. Il suo punteggio infatti è diminuito a causa del calo delle entrate del petrolio e il suo surplus fiscale, ma il paese rimane il leader della dell’indice in classifica. Il Venezuela, già in fondo all’indice, ha mostrato il più grande declino di punteggio. I suoi punteggi sono diminuiti in tutti e quattro i parametri in base alle sue proiezioni di crescita, scese a causa della caduta dei prezzi del petrolio e una salute finanziaria sempre più malata.

I rendimenti dei titoli del tesoro americani sono scesi per sei settimane consecutive toccando, venerdì 8 luglio i minimi record nonostante i dati positivi sull’occupazione suggerissero che l’economia è ancora in buona salute. Lunedì 11, con lo S&P 500 a nuovi massimi, i rendimenti obbligazionari si sono un po’ rialzati, ma rimanendo vicino ai minimi di sempre.

Infatti le obbligazioni sovrane statunitensi (Treasuries) ci piacciono molto anche grazie alla copertura contro episodi di “risk-off”, anche se i rendimenti sono storicamente bassi e la nostra visione d’insieme sull’asset è neutrale. Abbiamo inoltre una visione neutra sui sovrani europei, preferiamo comunque i mercati obbligazionari periferici della zona euro per i loro rendimenti relativamente interessanti e il potenziale per una maggiore acquisto in qualsiasi espansione del programma di acquisto della Banca centrale europea (BCE). I mercanti Emergenti potrebbero essere i beneficiari principali nel medio termine.

Nella classifica generale il Regno Unito si è mantenuto al 18° posto, nonostante il voto del paese a lasciare l’Unione Europea (UE). Il debito UK appare ancora relativamente al sicuro. Il paese ha, tuttavia, subito un calo pesante nella sua disponibilità a pagare sulle incertezze del Brexit, e il suo punteggio Fiscal Space può scendere nei prossimi trimestri all’indomani dello svolgimento del Brexit.

Sul lato positivo, la Grecia è salita di due punti al 47° posto, nella posizione più alta dal lancio dell’indice nel 2011. Un miglioramento del Fiscal Space in mezzo a misure di austerità fiscale è stato il pilota. Vediamo come migliori le obbligazioni linked (aumentano con l’aumentare dell’inflazione), come quelli degli Stati Uniti, protetti dall’inflazione (TIPS), una copertura contro l’inflazione molto importante. Ci piacciono anche le linked nella zona euro e in Giappone visto un potenziale sostituto di obbligazioni nominali.

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